Close my eyes, open my arms and allow my soul to surrender to the wind, letting the freezing strength of the gusts take me around to the edge of the world, to the borders of a wild land at the gates of an apparent paradise where I may find shelter before the deep darkness approaches.   65th parallel north, steps away from the polar arctic circle, Iceland is an extreme land that is able to give you unique emotions so much so to get it gets addictive like a drug; yes, because you may call it “Iceland sickness”; that kind of illness you need to escape society, to disintoxicate from materialism and purify the spirit in its immense spaces, in the boundless nature, in the strength of the wind gusts and in the ice cold rain that runs down your skin till it reaches your soul. 
I close my eyes as to try and freeze that moment. The white color of the glacier embraces the cold blue of the sky, while the wind blows from north uninterrupted directing an orchestra made of millions of icebergs disintegrating in his presence. By doing so they create a melody that will give goose bumps to the spectators who won’t need to pay to enjoy the show. In the meanwhile the mid November sun frames this perfect scenery with the colors of the sunset.

                          


A journey deep into the wild, in which you measure up to the challenge and feel alive each step you take, away from superficial distractions and the daily routine. A perfect companion during this journey to plan your route, share unique sensations and live the greatness of the dancing queen, the aurora in the northern lands; a phenomena that can open up the sky in the middle of the deep night, lost in some random corner of the earth, while its purple and green rays of light start filling the faces of its spectators with wonder while they are stuck with their noses up starring at the sky waiting for the magic of nature to happen.   The aurora is a phenomena that only happens in certain latitudes and in the darkest months of the year, when little particles released by the sun crash against gas in the terrestrial atmosphere creating a dance of colors. Regardless of the freezing cold, you will feel warm like you had not felt in ages, letting passion and the charm of that land be your drive. A clear, extreme concept which has been embraced in Christopher Mcandless’ philosophy, the famous Alexander Supertrump, whose vision was to escape far away from modern society and live the privilege of primordial freedom to the fullest. And extreme concept, difficult to understand, however you feel your chain of thoughts is closing in the exact moment in which you end up face to face with your very own self. The days pass by slowly and in winter the sun raises late, so it happens to witness every morning yet another fragile dawn that makes its way amongst the mountains, while we drive on the only road that as a lace slips away circularly throughout the island. Light beats darkness and animates the colors of the waterfalls topped by long rainbows, surrounded by the geyser with water flows coming straight from the center of the earth. A journey to the center of the world to lose yourself in the wild nature, where space and time fade away and you can’t help being wrsapped by the wind and enjoy these moments which make life worth living. 


Chiudo gli occhi, apro le braccia, abbandono la mia anima nel vento, lasciandomi trasportare da questa forza gelida ai confini del mondo, ai bordi di una terra selvaggia alle porte di un probabile paradiso dove trovare rifugio prima dell’incombere dell’oscurità profonda. 65 parallelo Nord, ad un passo dal circolo polare artico, l’Islanda è una terra estrema in grado di suscitare emozioni uniche e renderti dipendente da questa droga; Si perché si puo parlare di Mal d’Islanda, di quel male necessario che hai bisogno per sfuggire dalla società, per disintossicarti della materialità e purificare il tuo spirito nei suoi spazi immensi, nella natura sconfinata, nella forza del vento e nella pioggia ghiacciata che ti scivola addosso fino a penetrarti l’anima. 
Chiudo gli occhi, come a cercare di fermare questo momento; il bianco del ghiacciaio che abbraccia l’azzurro freddo del cielo, mentre il vento soffia da nord indisturbato e dirige l’orchestra dei milioni di iceberg che si frantumano al suo cospetto, creando una melodia da brividi per gli unici spettatori non paganti, mentre il sole di inizio novembre fa da cornice a questo scenario con i colori del tramonto. 

Mal d’Islanda, quel male necessario di cui hai bisogno per sfuggire dalla società, per disintossicarti della materialità e purificare il tuo spirito nei suoi spazi immensi, nella natura sconfinata, nella forza del vento e nella pioggia ghiacciata che ti scivola addosso fino a penetrarti l’anima. 

Un profondo viaggio into the wild, nel quale misurare se stessi e sentirsi vivi ad ogni passo, lontano da futili distrazioni e ritmi quotidiani. Un compagno di viaggio perfetto con cui pianificare la rotta, condividere sensazioni uniche e vivere la meraviglia della “dama danzante”, l’aurora boreale nelle terre del Nord; un fenomeno in grado di aprire il cielo nel bel mezzo della notte più profonda, sperduti in qualche angolo lontano dalla civiltà, mentre i suoi flussi violacei e verdi iniziano a incantare i visi di tutti coloro che sono con il naso all’insù in attesa della magia della natura. Un fenomeno che si verifica solo a certe latitudini e nei mesi più bui, quando le particelle liberate dal sole si scontrano con i gas presenti nell’atmosfera terrestre, dando vita ad una danza di colori. E non importa quanto freddo possa avvolgerti, dentro di te senti quel calore che non avvertivi da tanto, guidato dalla passione per l’avventura e per il fascino di questo angolo di mondo.  Un concetto chiaro, estremo, abbracciato nella filosofia di Christopher Mcandless, il famoso Alexander Supertrump, la cui visione era quella di fuggire lontano dalla civiltà e rifugiarsi nelle terre selvagge per non essere avvelenato dalla società moderna e vivere a pieno il privilegio della libertà primordiale.  Un concetto estremo, difficile da capire,  ma che senti chiudersi il cerchio dei tuoi pensieri  nell’esatto momento in cui ti ritrovi faccia a faccia con te stesso.  I giorni scorrono lenti e nei mesi invernali il sole sorge tardi; cosi capita di assistere ogni mattina ad una nuova alba fragile che si fa spazio fra le montagne, mentre percorriamo l’unico nastro di strada che scivola via in modo circolare per tutta l’isola.  La luce vince l’oscurità e anima i colori delle cascate circondate da lunghi arcobaleni, dei geyser con flussi d’acqua provenienti direttamente dal centro della terra, pronti a sprigionarsi nell’aria in seguito al forte sospiro del pianeta. Un viaggio alle origini del mondo per perdersi nella natura selvaggia, dove spazio e tempo si annullano e non puoi fare altro che abbandonarti nel vento e godere di questi momenti per i quali vale la pena vivere.