Sri Lanka Jaffna

Sri lanka, la fine della guerra civile nel nord del paese

jaffna, nel nord dello sri lanka

Il passaggio nel nord dello Sri Lanka a prevalenza Tamil è stato come viaggiare nel tempo, un ritorno nel passato dove i segni della guerra civile sono ancore presenti per le strade e sui muri dei sobborghi di Jaffna, un conflitto durato quasi 30 anni che ha segnato migliaia di morti e lasciato profonde cicatrici nella mente di chi vi ha preso parte.

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I dissapori nati successivamente all’indipendenza del 1947, vedevano in contrapposizione la maggioranza sinhala del paese di matrice buddista contro la minoranza Tamil, situata nel nord, prevalentemente induista.

Nel corso degli anni, di fronte alle continue repressioni e minacce del governo centrale, la popolazione tamil smise di credere nella creazione di uno stato federale in grado di riconoscere la minoranza e i propri diritti, puntando ad una vera e propria indipendenza dal governo centrale.

LO SCOPPIO DELLA RIVOLTA NEL 1983

La repressione divenne anno dopo anno sempre più violenta, fino al 1983 dove lo scoppio della rivolta non sarabbe stata più possibile evitarla. In un solo giorno, le forze anti tamil misero a segno una serie di colpi causando più di mille morti. Da li, la nascita delle Tigri Tamil, un gruppo militare separatista, impegnato nella lotta per l’indipendenza della parte nord del paese. Un gruppo violento di natura terroristica, che causò una serie di attacchi contro civili nelle diverse zone del paese.

Alla fine del conflitto avvenuto nel 2009 con la sconfitta dei separatisti, si contarono quasi 100mila morti in 30 anni di guerra civile.

Attraversare queste zone da poco aperte all’esterno è stato come entrare in luoghi ancora inesplorati, dove le popolazioni locali non hanno subito nessuno influenza con il mondo, conducendo una vita semplice, paradossalmente molto distante dal resto del paese.

Jaffna Sri Lanka nord
Una donna della penisola di Kayts, nei sobborghi di Jaffna

Nella penisola di Kayts si vedono ancora i segni dei proiettili sparati dai mitra sui muri a ridosso del mare; entrare in contatto con una famiglia di pescatori è stato molto piacevole, pur non parlando nessuna lingua in comune; ci hanno aperto le porte della piccola casetta sul mare, buia e spoglia, con le poche provviste in vista su quella che sembrava essere una credenza della cucina. E pur avendo cosi poco da offrire, non hanno esitato ad invitarci a restare per cena.

Un incontro tra culture e mondi distanti, ma con la voglia di conoscersi ed esplorare, abbattendo le barriere della diversità e condividendo alcuni momenti in grado di arricchire il nostro bagaglio personale di viaggiatori e amanti del mondo.

Gli equilibri all’interno di questo splendido paese rimangono comunque molto fragili, con l’ombra di nuovi scontri e nuovi disordini sempre presente, nell’eterna lotta tra religioni dove a pagare sono sempre tutti.

Tempio nallur Jaffna
Relax fuori dal tempio, Jaffna

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